Un Ricordo Di Vujadin Boskov: Le Sue Frasi Storiche

Il tecnico serbo, morto ieri a 82 anni, non ha regalato solo campionati e coppe ai suoi tifosi, ma anche detti rimasti nella storia del calcio.

BOSKOV

Oltre ai successi, Vujadin Boskov è ricordato per le sue frasi celebri e i commenti mai banali nel dopogara, suggellati dal suo italiano caratteristico. Ne abbiamo raccolti alcuni, tra i più noti e divertenti. Come quello dedicato a Benny Carbone, fantasista del suo Napoli nel 1994-95. “Benny Carbone con le sue finte disorienta avversari ma pure compagni”. Nel mirino del grande Vuja suoi giocatori e avversari. Così accolse Ruud Gullit alla Sampdoria, nel 1993: “Gullit è come cervo che esce di foresta”. E così commentò il ritorno dell’olandese al Milan la stagione successiva: “Gullit è come cervo ritornato in foresta”. E famosa è anche la sua frase all’interno della sigla di Mai dire gol, programma satirico degli anni Novanta: “Chi ha sbagliato? Pagliuca?”. Piccato il giudizio sull’uruguaiano Perdomo del Genoa, suo avversario in molti derby della Lanterna. “Se io slego il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo”. E ancora: “Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane”.

PANE E SALAME — La saggezza di Boskov è evidente anche nei giudizi tecnici e generali sul calcio. Che dire di “È rigore quando arbitro fischia” o “L’allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto”? Perle di un uomo cresciuto a pane e calcio. “Pallone entra quando Dio vuole”. Come lo smentisci uno così? E come lo dimentichi? Addio, caro vecchio Vuja.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.