Mondiali 2014: Tutti Gli Inni Nazionali Con Dati e Curiosità

Ogni Paese ha il suo inno e la migliore occasione per sentirli è un grande evento sportivo. Ecco gli inni che accompagnano le squadre che giocano ai Mondiali di calcio, con le loro storie e curiosità.

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Fuori dalle caserme e dalle scuole militari, l’inno nazionale si accompagna alle parate e al podio dei grandi eventi sportivi, almeno per quanto riguarda la maggior parte delle nazioni occidentali. Gli inni però raccontano pezzi di storia del Paese d’origine: alcuni sono molto antichi, altri molto giovani, molti non sono neppure ufficiali (come quello italiano, provvisiorio dal 1946). Ecco qualche curiosità e, più in basso, il “mondiale degli inni nazionali” organizzato per gironi nell’ordine delle squadre-nazioni che si incontrano in Brasile a partire dal 12 giugno.

L’inno che non c’è. Il nostro è Fratelli d’Italia, chiamato anche Inno di Mameli o Canto degli Italiani, adottato provissoriamente nel 1946, quando l’Italia abolì la monarchia e divenne una repubblica. Una legge molto recente, datata 23 novembre 2012, ne impone l’insegnamento nelle scuole, quindi lo si potrebbe a buon titolo considerare “inno ufficiale”. Eppure, negli ultimi anni, numerosi tentativi di inserirlo nella Costituzione (all’articolo 12, relativo alla bandiera) non sono andati a buon fine. Fratelli d’Italia rimane così “‘l’inno provvisorio della Repubblica Italiana”.

Dio salvi il re, la regina, lo zar e l’imperatore… Uno degli inni più noti al mondo è God Save the Queen, ed è anche quello più sfruttato. Nel XIX secolo lo usarono molte nazioni, cambiando giusto le parole: la Germania fino al 1918, la Russia fino al 1833, la Svizzera fino al 1961, e ancora oggi è la musica dell’inno del Liechtenstein e della Norvegia.

Il più antico, il più lungo, il più giovane. Il testo più antico è quello dell’inno giapponese: tratto da una composizione in cinque versi del X secolo, è anche il più corto al mondo. Niente a che vedere con le 158 strofe dell’inno greco, che per fortuna ha anche una versione breve! La musica più antica appartiene invece all’inno olandese, forse precedente al XVI secolo, mentre i più giovani sono quelli delle repubbliche baltiche e dell’ex Urss: la nuova versione dell’inno del Kazhakistan è del 2006.

Senza parole e senza terra. Ci sono poi inni senza parole: la Marcia Reale spagnola non ha testo, così come l’inno di San Marino e della Bosnia Erzegovina. Anche quello dell’Europa, Ode alla Gioia, non ha testo. E ci sono poi inni che non sono relazionati con nessun Paese, come quelli delle Olimpiadi e dell’Esperanto.

Brasile [torna all’elenco]
L’inno nazionale brasiliano fu adottato il 13 aprile 1831, pochi giorni dopo l’abdicazione di Pietro I, primo imperatore del Brasile. Quando il Paese divenne una repubblica, nel 1889, fu abolito e si cercò di introdurre un nuovo inno, perché il precedente si identificava con l’impero, ma l’anno successivo fu confermato quello vecchio. L’inno rimase senza parole fino al 1922, anno del 100esimo anniversario dell’indipendenza, quando fu aggiunto il testo di un poema di Joaquim Osorio Duque Estrada.

Croazia [torna all’elenco]
Le parole dell’inno croato furono scritte nel 1835, la musica 5 anni più tardi, ispirata a un’aria della Lucia di Lammermoor (O sole, più ratto), diGaetano Donizetti. Nel corso degli anni subì alcune modifiche finché non venne eseguito per la prima volta nel 1891. L’inno, La nostra bella terra natia, non divenne ufficiale fino al 1972, quando la Croazia faceva ancora parte della Yugoslavia. Nel 1990, anno dell’indipendenza, venne adottato con leggere modifiche del testo.

Messico [torna all’elenco]
Nel 1853 il presidente Santa Anna indisse un concorso per scegliere le parole dell’inno messicano, che ancora non esisteva. Il poeta Francisco Gonzalez Bocanegra non era interessato al concorso, ma la sua fidanzata con una scusa lo rinchiuse in una stanza dicendogli che non lo avrebbe fatto uscire finché non avesse composto un testo. Dopo 4 ore Bocanegra le diede il poema su di un foglio fatto scivolare sotto la porta: il padre della ragazza lo presentò al concorso e vinse. La musica dell’Inno Nazionale Messicanofu composta l’anno successivo, ma l’inno fu adottato ufficialmente solo nel 1943.

Camerun [torna all’elenco]
L’inno Oh Camerun culla dei nostri padri fu composto nel 1928 ma non divenne ufficiale fino al 1957. Quando il Paese ottenne l’indipendenza da Francia e Inghilterra e diventò una repubblica, nel 1960, l’inno composto daRené Djam Afame fu accettato come inno nazionale. Il testo venne poi modificato nel 1978.

Spagna [torna all’elenco]
L’inno spagnolo, la Marcia Reale, è uno dei pochi inni al mondo a non avere un testo. In uso fin dal 1770, sotto il regno di Carlo III, veniva suonato quando la famiglia reale partecipava a eventi ufficiali. In due diversi periodi storici (1822 e 1931) fu sostituito dall’Inno Riego, adottato dai repubblicani durante la Guerra civile spagnola. Francisco Franco lo introdusse nuovamente nel 1942. Si è più volte cercato di scrivere un testo che potesse adattarsi alla musica, ma senza successo.

Olanda [torna all’elenco]
L’inno olandese, Wilhelmus, è uno dei più antichi al mondo. La melodia era conosciuta già nel 1572 e la canzone completa era presente in una collezione musicale del 1626. Fu adottato ufficialmente nel 1932 quando sostituì l’inno precedente, in uso dal 1815, quando l’Olanda diventò un regno indipendente.

Cile [torna all’elenco]
Nella sua prima versione, il testo dell’inno cileno fu scritto da un poeta argentino nel 1819, all’indomani della Guerra di indipendenza vinta contro la Spagna, mentre la musica fu composta l’anno successivo e poi sostituita nel 1828. Anche il testo venne poi sostituito, nel 1847, perché considerato troppo anti-spagnolo. Nel 1973, all’epoca del colpo di stato di Pinochet, vennero aggiunti due versi che esaltavano la potenza militare cilena, che vennero sostituiti con il ritorno alla democrazia, nel 1990.

Australia [torna all’elenco]
L’inno ufficiale australiano è relativamente giovane: eseguito per la prima volta 1901 è stato però adottato solo nel 1984. Fino ad allora l’inno eraGod Save the Queen, quello del Regno Unito, essendo l’Australia parte del Commonwealth. Nel 1977 il governo australiano indì un referendum popolare per scegliere l’inno e vinse Advance Australia Fair, che ebbe la meglio su altre canzoni popolari e sullo stesso inno inglese, che viene tuttavia suonato in occasione di visite ufficiali di Elisabetta II, regina del Regno Unito e quinidi anche regina d’Australia.

Colombia [torna all’elenco]
L’inno colombiano, Oh, Immarcescibile Gloria, ha origini italiane. Fu il compositore Oreste Sindici a scriverne la musica per accompagnare i versi scritti nel 1887 dal presidente colombiano Rafael Nuñez. Eseguito per la prima volta in quello stesso anno venne adottato ufficialmente nel 1920.

Grecia [torna all’elenco]
L’inno greco, Ode alla Libertà, è uno degli inni con il testo più lungo, con 158 versi, composti dal poeta Dionysios Solomos (c’è però anche una “versione breve”…). Scritto nel 1821 e musicato nel 1828, è stato adottato ufficialmente nel 1864, in sostituzione della Marcia Reale voluta da re Ottone I. L’inno greco è adottato da Cipro, ma la comunità turca dell’isola non lo riconosce.

Costa d’Avorio [torna all’elenco]
Adottato nel 1960, quando la Costa d’Avorio conquistò l’indipendenza dalla Francia, l’inno della repubblica, Canzone di Abidjan, è dedicato alla città di Abidjan, la più grande del Paese e capitale fino al 1983, quando la sede del governo è passata a Yamoussoukuro.

Giappone [torna all’elenco]
Le parole dell’inno giapponese risalgono al decimo secolo dopo Cristo: è dunque, probabilmente, il più antico tra gli inni nazionali. Ma non è l’unico record: è infatti anche il più corto, con solo 5 versi. Le parole vennero messe in musica nel 1870, ma l’inno fu ufficialmente adottato solo nel 1999.

Uruguay [torna all’elenco]
L’inno uruguaiano, in uso dal 1848, anche se musicalmente si ispira alle opere di DonizettiVerdi e Rossini, è stato scritto da un ungherese che si trasferì in Uruguay nel 1838. Come in molti inni sudamericani il testo, ufficiosamente chiamato Uruguaiani, o la patria o la tomba, fin dal primo verso fa riferimento alla raggiunta indipendenza dalla Spagna, nel 1828.

Costa Rica [torna all’elenco]
Quando conquistò l’indipendenza, nel 1821, nessuno pensò che il Costa Rica necessitasse di un inno ufficiale. Fu solo anni dopo, nel 1852, quando Stati Uniti e Gran Bretagna assegnarono i rispettivi delegati politici in Costa Rica, che l’allora presidente Juan Rafael Morra Porras, chiese al direttore della banda militare di comporne la musica. Il testo venne scelto 48 anni dopo, tramite un concorso. L’inno fu ufficialmente adottato dalla repubblica nel 1949.

Inghilterra [torna all’elenco]
Essendo cuore e parte del Regno Unito, l’inno ufficiale dell’Inghilterra è God Save the Queen, eseguito per la prima volta nel 1745, anche se la musica sembra essere molto più antica. L’Inghilterra ha comunque anche un inno non-ufficiale che si usa suonare prima delle partite di rugby e di cricket: èJerusalem, composto nel 1916. Quando venne fatto ascoltare a Giorgio V, nel 1922, il re disse che lo preferiva a quello ufficiale. Tuttavia, il riferimento a una città straniera e l’implicazione religiosa del testo hanno fatto sì che Jerusalem non sia mai stato adottato ufficialmente.

Italia [torna all’elenco]
Può sembrare strano, eppure il Canto degli italiani, scritto nel 1847 e noto come Fratelli d’Italia o Inno di Mameli (dall’autore del testo, Goffredo Mameli, mentre la musica è di Michele Novaro), non è riconosciuto come inno ufficiale nella nostra Costituzione. Nel 1946, quando fu abolita la monarchia, venne scelto provvisoriamente come inno d’Italia, ma ancora oggi non è inserito nell’articolo 12 della Costituzione (quello che riguarda la bandiera). Prima del 1946 la Marcia Reale d’Ordinanza era l’unico inno riconosciuto, anche se alla fine della Prima guerra mondiale era molto popolare La canzone del Piave e Giovinezza era accettata come secondo inno nel periodo fascista.

Svizzera [torna all’elenco]
Fino al 1961 l’inno svizzero, sia pur con un altro testo (in Italiano il titolo eraCi chiami, o Patria) utilizzava la musica del britannico God Save the Queen. Solo in quell’anno, proprio a causa del fatto che la melodia era quella di un altro inno, il governo svizzero dichiarò Schweizerpsalm (Salmo Svizzero), scritto nel 1854 da Alberick Zwyssig, quale inno non ufficiale della Confederazione Elvetica. Venne adottato ufficialmente nel 1981.

Ecuador [torna all’elenco]
L’inno dell’Ecuador, Salve, Oh Patria, fu scritto nel 1865 da Juan Leon Mera, che in seguito divenne presidente del Senato, e musicato l’anno successivo dal francese Antonio Neumane. Quest’ultimo si ispirò alla composizione di Gaetano Magazzarri Inno a Pio IX, del 1847, musica che fu molto popolare in Italia durante i moti contro il dominio austriaco. Suonato la prima volta nel 1870, fu adottato ufficialmente nel 1948.

Francia [torna all’elenco]
La Marsigliese, uno degli inni più conosciuti al mondo, scritto nel 1792 daClaude-Joseph Rouget de Lisle, fu la prima canzone adottata dalla Rivoluzione Francese, il 14 luglio del 1795. Fu però abolito da Napoleone Bonaparte non appena assunse il potere, nel 1799. Da allora gli inni ufficiali si susseguirono e cambiarono ogni qualvolta un nuovo reggente saliva al potere. Solo nel 1870, all’inizio della Terza Repubblica, fu ristabilito come inno ufficiale. Anche se il testo, che parla di chiamata alle armi e battaglie sanguinose, è stato più volte criticato, la Marsigliese è ormai associata alla Francia quasi quanto la Tour Eiffel a Parigi.

Honduras [torna all’elenco]
L’inno honduregno, adottato ufficialmente nel 1915, come molti inni dei paesi dell’America Latina, è stato composto musicalmente da un europeo, in questo caso dal tedesco Carlos Hartling. La particolarità di questo inno, però, risiede nel testo: nei sette versi di cui è composto viene raccontata la storia cronologica del Paese, partendo da Cristoforo Colombo, il primo europeo a mettere piede sul suolo dell’Honduras, fino alle rivoluzioni che hanno liberato le nazioni dell’America Latina dal giogo spagnolo. Nelle scuole viene insegnato a memoria ai bambini fin da piccoli.

Argentina [torna all’elenco]
Scritto nel 1812 con una spiccata vena anti spagnola, come molti inni dell’America del sud, il testo fu musicato, non senza qualche imbarazzo, da un compositore spagnolo. Adottato già nel 1813, nel terzo anniversario dell’indipendenza, nel corso degli anni ha subito varie modifiche per renderlo meno duro nei confronti della Spagna. Nel 1900 un decreto presidenziale impose che solo il primo e l’ultimo verso, dei nove di cui era composto in origine, facessero parte dell’inno ufficiale, eliminando così gli attriti con la Spagna.

Bosnia Herzegovina [torna all’elenco]
L’inno ufficiale è stato adottato nel 1999, facendone così uno dei più giovani inni nazionali. Prima di allora, a partire dal 1992, anno dell’indipendenza, l’inno utilizzato era quello scritto da Dino Merlin, popolare cantante bosniaco. Proprio l’etnia del cantante, che per molti escludeva altre componenti etniche del Paese (croati e serbi), portò alla realizzazione di un nuovo inno inizialmente senza parole. Il testo fu scritto e accettato dal parlamento solo nel 2009.

Iran [torna all’elenco]
L’Inno della Repubblica Islamica dell’Iran è quello ufficiale dal 1990. Nei dieci anni precedenti, pochi mesi dopo la deposizione di Reza Palevi, quando il potere era nelle mani dell’Ayatollah Khomeni, l’inno ufficiale era Duraturo Iran, che aveva sostituito la marcia reale degli Shah (1933 – 1979).

Nigeria [torna all’elenco]
L’inno nigeriano, adottato nel 1978 in seguito a un concorso popolare, è composto dai versi migliori di ben 5 poemi. La musica, invece, è stata scritta dal direttore della banda della polizia nazionale. Prima di allora la Nigeria aveva un altro inno, Nigeria ti salutiamo, il cui testo era stato scritto da un autore britannico: bandito dal governo, viene ancora cantato come forma di protesta.

Germania [torna all’elenco]
Deutschlandlied è dal 1990, anno della caduta del muro di Berlino, l’inno della Germania riunita. È basato sulla musica scritta dall’austriaco Joseph Haydn nel 1792 e usata fino al 1918 come inno dell’impero austro-ungarico. Anche il primo inno tedesco, con un testo diverso, e come quello di molte altre nazioni nel 19esimo secolo, utilizzava la musica di God Save the Queen. Durante il periodo nazista la Germania ebbe due inni, entrambi riconosciuti come ufficiali: quello che siamo abituati a sentire ancora oggi e quello del partito nazista. E anche durante la Guerra Fredda, quando la Germania fu divisa in due, coesistettero due inni: uno per la Germania Ovest e uno per quella dell’est (la DDR).

Portogallo [torna all’elenco]
A Portuguesa fu scritto nel 1890 in risposta all’ultimatum che il governo britannico impose ai portoghesi riguardo i possedimenti di quest’ultimi in Africa. Che il testo sia decisamente anti britannico lo si può capire leggendone i versi. Uno di questi incitava apertamente “contro i britannici marciamo, marciamo!“, ma fu poi cambiato in “contro i cannoni marciamo, marciamo!“. L’inno fu adottato ufficialmente nel 1911, in seguito all’abolizione della monarchia.

Ghana [torna all’elenco]
La musica è stata composta nel 1957, per l’indipendenza della nazione, mentre le parole furono modificate una prima volta nel 1960, quando il Paese divenne una repubblica, e successivamente nel 1966, quando il governo dell’epoca fu deposto. Le parole Dio Benedica la nostra terrafurono escelte con un concorso pubblico.

USA
Gli Stati Uniti non hanno avuto un inno ufficiale fino al 1931, quando fu adottato The Star Spangled Banner (la bandiera ornata di stelle). Prima di allora durante le cerimonie ufficiali ne venivano suonati diversi, uno dei quali, My Country, ‘Tis of Thee, aveva la stessa musica di God Save the Queen. Un altro inno non ufficiale usato in presenza del presidente era Hail Columbia, che adesso è adottato per le apparizioni pubbliche del vicepresidente degli Stati Uniti. Le parole dell’inno attuale sono di Francis Scott Key, scritte mentre assisteva da una nave all’attacco di Fort Henry da parte degli inglesi, nel corso della guerra del 1812, e per questa ragione ci sono versi che parlano di “scie rosse dei razzi e bombe che esplodono in aria”. Il poema fu musicato in un secondo momento sulle note di una musica scritta per un club di gentiluomini londinesi.

Belgio [torna all’elenco]
L’inno del Belgio, La canzone di Brabant, fu scritto e composto nel 1830, quando la nazione conquistò l’indipendenza. Leggenda vuole che sia stato scritto in un bar di via Fource a Bruxelles da un gruppo di giovani: vero oppure no, è in uso da allora quale inno ufficale. Nel 1860 furono tolte alcune parole fortemente anti olandesi. A tutt’oggi, comunque, non esiste una versione ufficale delle parole dell’inno. In Belgio esistono anche gli inni popolari dei fiamminghi e dei valloni, adottati dai parlamenti delle due regioni.

Algeria [torna all’elenco]
Scritto da anonimi durante la prigionia, nel 1956, quando l’Algeria era ancora una colonia, il testo presenta numerosi riferimenti anti-francesi. Spesso, quando viene eseguito, la terza strofa, la più pesante nei confronti della Francia, non viene cantata, anche se fa ancora parte del testo. La musica è di un compositore egiziano. Il 5 luglio 1962, data in cui il Paese ottenne l’indipendenza, l’inno fu adottato ufficialmente dal governo algerino.

Russia [torna all’elenco]
L’inno attuale è stato introdotto da Vladimir Putin nel 2000 ed è basato su una melodia dell’inno dell’Unione Sovietica, che era stato sostituito quando si dissolse, nel 1990. Il primo inno russo, come per molti altri paesi nel 19esimo secolo, aveva la stessa musica di God Save the Queen: venne rimpiazzato da Dio salvi lo zar dal 1833 al 1917, quando l’ultimo zar, Nicola II, abdicò. Per pochi anni, dal 1917 al ’22, fu L’Internazionale l’inno ufficiale, ma quando si creò l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) fu introdotto l’inno che è in uso oggi.

Corea del Sud [torna all’elenco]
L’inno della Corea del Sud, Canzone patriottica, ha lo stesso titolo di quello della Corea del Nord pur con un testo differente ed è stato adottato nel 1948, quando la Corea fu divisa in due entità politiche distinte. Conosciuto fin dal 1896, quando veniva accompagnato dalla musica di una canzone scozzese, fu vietato dai giapponesi quando invasero il Paese, dal 1910 alla fine della Seconda guerra mondiale. In passato si propose anche un unico inno per entrambe le Coree, ma nessuno dei due governi ha accettato.

 

 

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