Italia: L’Addio Di Prandelli Voluto Dai Senatori?

Tutta la verità sull’addio di Cesare Prandelli dalla panchina di CT azzurro. La Nazionale si è sgretolata nelle ultime settimane, frutto delle scelte sbagliate dell’allenatore, non condivise dai senatori. Le lamentele poi di Buffon e De Rossi nel post partita contro l’Uruguay hanno portato il tecnico a doversi dimettere.

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La Nazionale a pezzi. Si è sciolta come neve al sole, o forse al caldo umido brasiliano, l’Italia di Prandelli. La squadra del “noi”, dove tutti lavorano per un solo obiettivo e per una sola causa ai Mondiali, non si è mai vista: in tanti pensavano solo a se stessi, con i senatori da una parte, Balotelli e Cassano dall’altra, e Prandelli da un’altra ancora. Ma riavvolgiamo il nastro, torniamo indietro di quasi quattro anni.

“IN NAZIONALE CI SI DIVERTE” – Questa frase è stata detta non da uno qualunque, ma da Daniele De Rossi. Dopo l’insediamento del tecnico di Orzinuovi come CT, il centrocampista della Roma aveva di gran lunga apprezzato il cambiamento di mentalità e di gioco: tanto possesso palla, si attacca sempre e comunque. Passo successivo il codice etico: istituire delle regole di comportamento tra i calciatori in modo da essere presi come esempio. Idea geniale, condivisa da tutti. Viene raggiunta la totale unione di intenti tra tutti i giocatori, la conseguenza è stata l’ottimo Europeo.

I PRIMI PROBLEMI – Dopo la finale persa contro la Spagna però sono cominciati i primi dissapori. I big della squadra non hanno visto di buon occhio alcuni comportamenti di Cassano in Nazionale, e così Prandelli lo ha messo fuori. Il CT, costretto a provare cose nuove, è riuscito comunque a trovare la quadratura del cerchio, con un buon percorso verso i mondiali in Brasile.

IL GIOCATTOLO SI ROMPE – Nel 2014 però diverse scelte fanno crollare tutto. Convocazioni, trattamento di Balotelli, scelta della location, preparazione e codice etico tradito. Sono questi i temi su si è discusso e a lungo dall’inizio dell’anno fino all’eliminazione dal mondiale. Ma andiamo con ordine: prima di tutto i senatori non hanno mai apprezzato il ritorno di Cassano in Nazionale, mentre era meglio portare una punta in più, magari Destro o Gilardino, o soprattutto Giuseppe Rossi. Su Balotelli poi è stato detto di ogni: Prandelli ha sempre puntato su di lui in questo quadriennio, non poteva certo cambiare la sua idea nel momento decisivo. E poi la preparazione a questo mondiale: la “finta Manaus” creata a Coverciano che non ha portato a nulla, la scelta di un Resort sperduto e blindato a Mangaratiba, la finta dieta e la durezza dei test atletici dopo la stagione, infine la vicenda Chiellini e il codice etico non rispettato. Non certo il modo migliore per arrivare in Brasile.

NELL’INTERVALLO CONTRO L’URUGUAY – Al termine dei primi 45′ è successo di tutto: Il CT per l’ultima volta prova ad incoraggiare Balotelli, ma al suo ennesimo lamento lo mette fuori, con i senatori che inveiscono contro l’attaccante. Cassano intanto si lamenta per avere un posto in campo e così inizia un battibecco con il capitano. Siamo vicini al fallimento.

PRANDELLI DIMISSIONARIO – Come è finita la partita lo sapete tutti. Dentro lo spogliatoio ci sono stati momenti di tensione, con Buffon e De Rossi ad accusare Balotelli di scarso impegno, poi ribadito ai media. E’ la fine dell’epoca Prandelli, sfiduciato dai senatori e “costretto” alle dimissioni. Prima del mondiale ha sempre ascoltato il parere dei big della squadra, per il Brasile invece ha fatto le sue scelte “impopolari”. Ha voluto fare di testa sua, ha fallito e se ne è andato.

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