Milan, La Prima Importante Scelta Di Inzaghi: Chi Sarà il Capitano?

Con Montolivo fuori per diversi mesi, Inzaghi dovrà trovare un nuovo capitano sul campo al Milan. La scelta non è scontata.

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Si riparte da zero. Filippo Inzaghi è stato molto chiaro nel giorno della sua presentazione: la linea di demarcazione con il recente passato sarà netta. Chi lotta, gioca. Chi dimostra, resta. E avrà la sua chance. Regole e ambizione, Superpippo riparte da qui. Un entusiasmo contagioso, che ha fatto da minimo comun denominatore tra società, staff, giocatori e tifosi. Il Milan si è riscoperto coeso.

Affinché l’idillio duri, ci sarà bisogno di schiena dritta e scelte ferme. Sul mercato, certo, ma anche all’interno del gruppo. Lo spogliatoio dovrà tornare ad essere quel luogo sacro che era ai tempi di Sacchi, Capello e Ancelotti. Una cassaforte a tenuta stagna, depositaria di segreti e valori, tecnici e umani. Nulla dovrà più uscire, come successo di recente. Si dovrà ricreare un nucleo compatto, e sarà il vero motore della squadra.

Il tentativo, dichiarato, è quello di ricostruire uno zoccolo duro di italiani, in grado di tramandare il dna rossonero per le generazioni a venire. E in effetti, molti di quegli elementi che con Seedorf erano finiti ai margini, ora sembrano essere tornati centrali. Ma per governare uno spogliatoio servono anche leader carismatici, figure autorevoli. Un allenatore non può bastare. L’esempio di Inzaghi e gli insegnamenti di Tassotti non saranno sufficienti. Servirà una guida forte e interna al gruppo, come lo erano ai tempi i vari Maldini, Costacurta, Nesta, Gattuso ecc

In uno spogliatoio povero di personaggi di questo calibro, dovranno emergere nuove personalità e ricrearsi nuove gerarchie. Ma sotto che guida? Abbiati Bonera – gli unici due senatori rimasti – certamente faranno pesare il loro pensiero, così come Riccardo Montolivo, investito dall’alto del ruolo di capitano. Già, ma in campo? I primi due non sono certi del posto, mentre l’ex Fiorentina starà fuori metà stagione. Nel frattempo, chi indosserà la fascia e chi farà da guida sul terreno di gioco?

Spesso il capitano è il leader tecnico della squadra, a volte quello carismatico. Quando le cose coincidono, invece, s’è fatto bingo. Chi ha queste caratteristiche? Poche, sinceramente, le nomination.

Ignazio Abate potrebbe portare i galloni di capitano, forte di un buon bottino di presenze al Milan. Ma ne avrà la forza e le capacità? Ad oggi, con il contratto in scadenza, non è sicuro nemmeno di restare, mentre le prestazioni sono state spesso al di sotto della soglia accettabile.

L’esperimento-Mexes, provato a sorpresa da Seedorf, ha suscitato più perplessità che consensi. Affidargli la fascia è stato per l’olandese un azzardo e un’arma a doppio taglio. Troppo spesso nervoso, ha collezionato in tre stagioni milaniste 25 cartellini, due dei quali rossi. L’equilibrio è una dote importante, indispensabile per un capitano. E lui non ne sembra dotato.

Partito Kakà, chi altro potrebbe essere depositario del sacro fuoco rossonero? Nessuno, verrebbe da dire. Ma una scelta andrà fatta. E sarà necessario prendere subito una decisione, anche coraggiosa. Guardando ai giovani, magari. De Sciglio per potenzialità e percorso potrebbe essere quello giusto: milanese e milanista, con una trafila nel settore giovanile. Ma è giovane e il rischio di mettergli addosso troppa pressione dopo un anno negativo è alto.

Un’altra candidatura, la più forte forse, potrebbe essere quella di Nigel De Jong. E’ al Milan da poco, ma ha esperienza, carisma e leadership (internamente riconosciuta, il che non fa male). Una presenza forte e rassicurante in mezzo al campo, un generale fatto e finito, un riferimento prezioso dal punto di vista tecnico e comportamentale. Ricorda Gattuso, i tifosi si riconoscono in lui e potrebbe rappresentare l’emblema del nuovo corso, tutto corsa, lotta, disciplina e generosità.

Quindi gli outsider: Alex, uomo di polso e sostanza, è abituato da sempre a stare ai massimi livelli e in spogliatoi d’elite (Santos, Chelsea, Psv e Psg), ma è appena arrivato, conosce poco il Milan e questa scelta potrebbe creare squilibri. Poi c’è Rami, che ha lottato duramente per restare rossonero ed è stato preso ad esempio da Galliani. ‘Faceva il meccanico, sa cos’è il lavoro vero e duro, a differenza di qualche giocatore più viziato’, disse l’ad qualche giorno fa. Sarebbe un segnale importante: questa maglia va conquistata e difesa.

Infine, le scelte più azzardate, ma dal fortissimo valore simbolico: El Shaarawy, il gioiello più puro in cerca del riscatto e già indicato da Barbara Berlusconi come il perno del nuovo corso, e Balotelli, che sarebbe sì una scelta al limite dell’inverosimile per l’incostanza del giocatore e l’inaffidabilità emotiva del ragazzo, ma anche un pungolo importante per un calciatore scaricato da tutti e atteso al definitivo salto di qualità.

In un senso o nell’altro Inzaghi a breve sarà chiamato a fare una scelta importantissima. La prima di una lunga serie.

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