Raiola Terrorizza La Juve: “Pogba Via Ora o L’Anno Prossimo!”

Raiola fa tremare la Juventus sul futuro di Pogba: “Se non lo vende non ha i soldi per vincere la Champions”. Poi la sentenza: “Balotelli insicuro e non leader”. E su Hamsik…

raiola presidenza uefa

Il ‘fantasma’ di Mino Raiola sul ‘matrimonio’ tra Paul Pogba e la Juventus. L’agente ammette che il francese presto potrebbe cambiare aria, lanciando un chiaro campanello d’allarme in casa bianconera. Ma non solo, perchè c’è modo di dire la sua anche come su Balotelli, Hamsik e non solo.

Lo fa alla ‘Gazzetta dello Sport’, dove fornisce la propria versione sul centrocampista di Allegri: “Il merito della sua esplosione è Conte. Paul ha bisogno di uno così, che dice: tu fai quello che dico io, e io ti do spazio. Sapete perché l’ho mandato alla Juve? Il Milan voleva prenderlo insieme al Genoa e mandarlo lì: bocciato. L’Inter disse che non voleva fare uno sgarbo a Ferguson: bocciata. Con la Juve il patto era: lo prendi, gli dai subito uno stipendio da prima squadra, ti prendi la responsabilità e non lo dai in prestito. Il primo a cui lo proposi fu Sabatini. (lo imita tossendo) ‘Raiola, non mi proponi niente di buono'”.

Poi la ‘bomba’, che mette a serio rischio la permanenza del proprio assistito alla corte di ‘Madama’: “Come mi ha insegnato papà, dico: vendere e pentirsi è meglio che non vendere e pentirsi. Se non vendi Pogba non hai soldi per fare una squadra con cui vincere la Champions. Se vuoi tenerlo, devi fare una squadra così forte che poi Paul ci possa ancora crescere, ma se non lo vendi non hai i soldi per farlo. La cessione di Pogba va considerata a prescindere da quello che poi fai con i soldi”.

L’italo-olandese illustra le strategie sull’ex Manchester United, che di sicuro non faranno piacere ai tifosi bianconeri: “Quando la Juve vendette Zidane poi aprì un altro ciclo. Io per quanto tempo posso tenere ancora Pogba in Italia? Tutti hanno una carta in mano, bisogna vedere quando giocarsela. Quella del Psg è la più naturale: se ci vuole andare, chi gli può dire di no? Ma non so se è una carta da giocarsi adesso. E poi: Pogba alla Juve può restare ancora un anno? Il mio rinnovo era facile: non rinnovando avrei creato un problema alla Juve oltre che una debolezza a Paul: io voglio che chi lo compri creda in lui e lo strapaghi. E Paul se va via dalla Juve vuole farlo per andare al top. Quindi se non è quest’anno, sarà l’anno dopo. Intanto Paul è a un livello economico e di reputazione pari agli altri big, quindi può restare un altro anno”.

“Lui è l’unica grande stella disponibile in estate – prosegue Raiola, consapevole di avere tra le mani una delle massime espressioni del calcio europeo – se a qualcuno serve vedi come si scatena il mercato anche sopra i 100 milioni: se non puoi prendere Ronaldo, Messi o Ibra, puoi prendere solo lui. Il Real? Più dicono che non interessa, più mi fa piacere. Loro sono così: oggi dicono che non gli interessa, domani tolgono la corona dall’emblema… Un procuratore deve curare l’interesse del giocatore, e questo può anche coincidere con quello della società. Ma prima o poi devi scegliere. Per esempio: se per Pogba alla Juve il City dà 110 milioni ma il Real è a 80, dico a caso, e Paul sceglie il Real, tra me e la Juve sarà guerra. Lui è uno da Pallone d’oro, come Nedved”.

A proposito di Juve, ecco un retroscena su Nedved: “La sua presenza alla Juve è sempre stata per me un fattore contrario. Lui mi ha sempre giurato: “Alla Juve non vado mai”. Poi hai presente quelli che entrano in una setta e dopo poco diventano i capi? Ecco: Pavel è così. Tant’è vero che quando litigai con Jean Claude Blanc e avevo la proposta dell’Inter, facemmo una cena da Moratti e c’era pure Mourinho che gli fece: “Vieni da noi e vinciamo il triplete”. Lui ne parlò con alcuni degli Agnelli: c’è chi gli disse “Vai pure”, e chi invece “Se vai mi spezzi il cuore”. Decise di non andare, poi iniziò a chiamarmi: “Se c’è un dio, l’Inter non vince il triplete”. E io: “No, se c’è un dio l’Inter lo vince”. Pavel è così, se gli dico che ho trovato Maradona so che lo metto in difficoltà, e non lo coinvolgo”.

Il noto procuratore emette poi la propria sentenza su Balotelli: “Tra tutti i campioni che ho gestito non ne ho mai incontrato uno costretto a subire le ingiustizie che ha subito Mario. La gente non lo conosce: si chiude, si fa trascinare a fare quello che non è. La verità è che Mario è un ragazzo insicuro, e nella sua insicurezza magari fa delle cavolate. Al Milan serviva un leader. Dai palla a Mario, lui fa goal, tutti sono contenti. Ma leader lui non è, ed è anche sbagliato chiederglielo. Ci sono giocatori fortissimi che non hanno leadership, altri meno forti ma che ne hanno”.

L’intenzione è di proseguire ad Anfield: “L’ho visto lunedì e gli ho detto: “Hai un contratto di 4 anni e non ti porto via. O tu lasci Liverpool a 60-70 milioni e io ho vinto la scommessa, o muori lì”. È la prima volta che faccio a un giocatore un discorso così. L’ho visto tranquillo, cambiato, diverso rispetto al Milan. Molto deluso da se stesso, anche. Sta passando un momento come non ha mai avuto. Prima gli volevano sempre bene tutti, aveva spazio. A Liverpool no: o fai come diciamo noi o resti fuori. Poi è stato rotto per 8 settimane, ha perso ritmo”.

I problemi di SuperMario sono da ricercare anche nella vita privata: “Pia l’ha cambiato, ma ha pure trovato una donna che non gli dà pace. Faccio un esempio: se la bimba deve andare quel giorno in quel posto, ecco puntuale un certificato medico che la piccola ha la febbre. Se poi c’è un viaggio in business per lei e il fratello, allora può darsi che venga. E questa cosa Mario la soffre tantissimo. Il vero Mario ha le capacità per essere il più forte al mondo, ma non il carattere”.

Un’altra delle ‘stelle’ di Mino è Ibrahimovic: “Resta al Psg, sicuro. Ha ancora un altro anno, chissà che non rinnoviamo ancora. Con lui le decisioni vanno prese anno per anno. Intenzione di smettere? No. Fa un po’ il sarcastico a volte. Ma il Psg con lui è una cosa e senza di lui un’altra. E lì si capisce che i francesi non ha ancora un progetto definito: quando dipendi da un solo giocatore, non hai fatto progressi. Ibra merita il Pallone d’oro dieci volte più di Messi.

Riavvolgendo il nastro all’esperienza rossonera del bomber, Raiola confida: “Un giorno dissi a Galliani: “Adriano, devi venderlo agli arabi, che sono gli unici che possono permetterselo”. Voglio bene a Galliani per questo: non agisce in maniera cattiva, ma da tifoso del Milan. E questo è anche il suo errore. A Zlatan dicevo: “Dobbiamo andare via”. E lui mi dava addosso. Il Milan nella sua testa era il Milan di Van Basten, uno dei suoi miti. Dopo la cessione era arrabbiatissimo con Galliani. Per due anni non si sono parlati. Poi hanno ripreso, ma con Ibra per fare pace ce ne vuole…”.

Capitolo Hamsik, uno passato nella ‘scuderia’ Raiola in maniera solo marginale: “Quando dicevo che bisognava venderlo valeva 60-70 milioni. Oggi invece a quanto siamo? Si è seduto, l’ambiente si è saturato, non ha più stimoli. Non sono andato avanti nel lavoro con lui perché le nostre filosofie erano diverse. Io ero cattolico, lui protestante, non potevamo stare nella stessa chiesa. Quando prendo un giocatore gli chiedo due cose: dove vuoi andare e come ci vuoi arrivare. Se avessi avuto Messi gli avrei cambiato già quattro volte squadra, ma non per i soldi: quelli li guadagnavamo pure lì a forza di rinnovi. Ma perché sarebbe migliorato anche lui”.

Dybala sta facendo sfracelli a Palermo e riceve il ‘benestare’ del noto procuratore: “Prima c’erano undici ruoli, ora due: quelli che fanno goal e quelli che non fanno goal. Quelli che fanno goal valgono soldi, quelli che non fanno gol hanno un prezzo normale. Lui fa goal in Italia, dove si segna poco, e in una piccola squadra. E questo è di sicuro un merito che gli aprirà la porta di una big”.

Chiusura su Niang e Babacar, a cominciare dal neo genoano: “Un altro mio sbaglio. Quando uno viene da me, gli chiedo: perché vuoi me? Molti dicono “Perché mi porti in una big”. La mia risposta standard è: “Mica faccio il tassista. Semmai sei tu che porti me in una grande squadra”. Per esempio, io non porto Pogba al Real, è lui che porta me al Real. Se lui si fida di me, mi segue”.

Sull’attaccante della Fiorentina, invece, Raiola evidenzia: “Non fa ancora abbastanza goal? E infatti ancora non rinnova. Ha fatto bene a Modena, ma ora l’importante è che giochi. Lui ha Bastianelli come procuratore, il nostro discorso con la Fiorentina è netto: se mi dai un buon contratto e poi non gioco, preferisco dire no e andare via. E anche lì Montella, di cui tutti parlano bene, in prima squadra di giovani ne ha portati pochi”.

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