Inter, Thohir e La Situazione Societaria: Quanti Lati Ancora Oscuri…

Contratti, finanziamenti, denaro che viaggia sull’asse Cayman-Thohir. Il Corriere della Sera prova a fare chiarezza sulla situazione societaria dell’Inter tra finanziarie e paradisi fiscali, una selva oscura per il club del presidente indonesiano.

SPORT-Thohir-Inter

CRONISTORIA Thohir è entrato nell’Inter a novembre 2013 con un aumento di capitale da 75 milioni. Un anno fa, con un’imponente manovra da 230 milioni diretta dalla banca Goldman Sachs, è stato rifinanziato il debito dei nerazzurri al tasso variabile Euribor a tre mesi più spread del 5,5% e scadenza 2019. In pegno alle banche sono finite le principali quote del club nerazzurro e tutti i marchi. 

PRESTITO CON GLI INTERESSI – Contestualmente, tra maggio e giugno 2014, anche Thohir ha prestato soldi all’Inter: 22,3 milioni a un tasso dell’8% annuo (1,78 milioni di interessi all’anno). Strana operazione per chi dovrebbe sopportare il rischio d’impresa e quindi, semmai, capitalizzare la sua società.

Ad esempio la Fininvest ha tenuto in piedi il Milan versando 64 milioni in conto capitale solo nel 2014 e quando lo finanzia lo fa a tasso zero. Il prestito erogato ai nerazzurri dallaInternational Sports Capital di Hong Kong scade dopodomani, il 29 maggio, ma con possibilità di proroga a richiesta scritta. A differenza di quanto appaia dall’organigramma sul sito ufficiale, Thohir non è solo presidente ma anche amministratore delegato con tutti i poteri. Quindi anche quelli di pilotare un rinnovo del finanziamento che gli garantirebbe altri 1,78 milioni.Coincidono il suo interesse e quello dell’Inter? 

SCATOLE CINESI – Nel maggio 2014 scatta il prestito di Thohir all’Inter. Una serie di contratti di finanziamento vengono siglati dalla International Sports Capital (che ha il 70% dell’Inter) e dalla sua controllante Asian Sports Ventures con la Merdeka Investments. Le prime due appartengono alla lunga catena societaria che dall’Inter sale su fino all’ultimo gradino, Nusantara Sports Ventures, prima di vedere l’indonesiano in carne e ossa (curiosità: tutte le società di Hong Kong appartenenti a Thohir condividono la sede con quelle di Kenneth Huang, il cinese che nel 2012 arrivò a un passo dal rilevare il 15% dell’Inter da Moratti).

SPONDA CAYMAN – Nelle isole Cayman (considerate un paradiso fiscale) è registrata la Merdeka Investment Ltd, che ha preso in pegno le quote delle holding di Erick Thohir, la cui personale consistenza patrimoniale è sempre più un punto di domanda. Merdeka è gestita dal network di professionisti dell’Intertrust, ma non si sa quanti soldi abbia versato verso le holding di Thohir, né di chi sia questo denaro: se dello stesso indonesiano, della sua famiglia (il fratello Garibaldi è numero 37 nel ranking indonesiano di Forbes) o di altri.

BASE A HONG KONG – A Hong Kong è nato un sistema di finanziarie (in parte sconosciute), che costituisce l’impianto societario a capo dell’Inter. Nessuna di esse ha dipendenti, né uffici operativi, ma solo un domicilio dove qualcuno ben pagato ritira la posta. In una di queste, la “Statement of particulars of charge“, risulta iscritto un pegno sulle due holding di Thohir a favore della società di Cayman (Merdeka) e di una sua branch di Singapore. Il pegno è una garanzia che il creditore “incassa” se il debito non viene saldato. Il 15 novembre dell’anno prossimo scadono i tre anni che Thohir si è dato (e ha promesso) per risanare e rilanciare l’Inter. A crescere, per adesso, è la ragnatela di finanziamenti, pegni, holding e paradisi fiscali che avvolge il gruppo.

SILENZIO ASSORDANTE – Un mese fa, senza comunicare nulla, la “International Sports Capital” di Hong Kong ha conferito la proprietà dell’Inter (70%) a un’omonima società italiana, che potrebbe essere la porta d’ingresso di nuovi soci o un veicolo per emettere bond. La manovra è stata accompagnata da una perizia indipendente, che valuta il 100% del gruppo FC Internazionale 296 milioni. Gli argomenti di questo articolo sono stati anticipati lunedì via mail all’ufficio stampa dell’Inter e al gruppo Thohir per avere chiarimenti: nessuna risposta.

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