raiola presidenza uefa

Raiola a Ruota Libera: Dall’Addio Di Pogba, al Ritorno Di Ibra…

Raiola non esclude la permanenza di Pogba alla Juventus: “Serviranno più di 100 milioni”. Poi confessa: “Allegri tentato dalla Premier, Conte fu ad un passo dal Milan”.

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E’ un Mino Raiola come sempre senza peli sulla lingua quello che, in una lunghissima intervista concessa a ‘Tuttosport’, spazia a 360 gradi su tutti i temi più caldi del momento. A partire ovviamente dal possibile trasferimento del ‘suo’ Pogba dalla Juventus al Barcellona nella prossima estate.

“Paul deciderà in base alle offerte che ci saranno sul tavolo e a quello che si sentirà dentro. Penso che 100 milioni non basteranno. Dipenderà da Agnelli. Di sicuro il fatto che Paul abbia deciso di rimanere dimostra che ha investito molto sulla Juve. E tanto hanno investito pure i dirigenti bianconeri rinunciando a molti milioni. E’ come per certi modelli limitati di Ferrari, sono pochi a poterselo permettere. Il Barcellona di Messi in pole? L’unica più avanti delle altre è la Juve.

Tra Pogba e la Juve c’è un legame forte, Paul è uno che pensa e ragiona sempre anche col cuore. Lui sentiva che non era il momento di andarsene e a conti fatti ha avuto ragione. E’ rimasto e si è risollevato dalle difficoltà iniziali, quando i tifosi lo hanno pure fischiato e scaricato ingiustamente. A Pogba non hanno dato fastidio, ma a me sì. Comunque non condizioneranno le decisioni di luglio”, spiega Raiola.

Che sulla scelta della maglia numero 10 glissa: “Questa storia del 10+5 non so cosa sia. Lui per me è un calciatore e basta. E i suoi unici motivatori sono la famiglia, gli amici, il lavoro e la fede. Paul non si è assolutamente pentito di aver scelto quella maglia, ad altri potrebbe pesare, a lui che è super no”.

Raiola però non vede un Pogba prossimo Pallone d’Oro: “Io non credo nel Pallone d’Oro, come non ho mai creduto nella Fifa. Se fosse un premio reale Ibrahimovic almeno una volta l’avrebbe vinto perché negli ultimi 10 anni è stato il più forte attaccante in assoluto. Non discuto la classe di Messi e Ronaldo, ma loro hanno giocato praticamente sempre negli stessi top club, sorretti da fior di campioni. Zlatan, invece, è l’unico che ha dimostrato il suo valore ovunque”.

Quindi il noto procuratore prova a fare il mercato della Juventus bocciando clamorosamente uno dei gioielli bianconeri: “La Juve ha delle belle idee, ma indipendentemente da Morata deve acquistare un grande numero 9 del futuro, visto che Dybala è una seconda punta. Serve un centravanti più giovane di Mandzukic per aprire un ciclo di 5 anni”.

Magari proprio quel Lukaku assistito dallo stesso Raiola: “Lukaku non si vende da solo, ci devono pensare loro. Dybala se continua a lavorare può diventare un fuoriclasse assoluto. AZaza invece direi di restare alla Juve e giocare di più. E’ la squadra che deve credere in lui. Il grande segreto di tutti i numeri 9 è quello di convincere i compagni ad avere fiducia ma lui ha le qualità per diventare un 9 top a livello europeo. Morata alla Juve o al Real? Real”.

Poi si passa al capitolo allenatori: “Allegri già ai tempi del Milan era affascinato dal calcio inglese, se gli arrivasse una offerta dalla Premier sarebbe tentato.  Conte può andare ovunque, ma chi lo prenderà dovrà permettergli di esprimere al massimo il suo carattere. Non sarei stupito di un suo ritorno alla Juve. Io avrei portato Antonio al Milan e ci siamo pure andati vicini. All’epoca, nel 2014, gli dissi: “E’ il momento per andare al Milan, con la Juve non riuscirai a fare 4 partite”. Mi ha smentito: si è dimesso dopo due allenamenti. E’ un’idea passata, adesso bisogna lasciare spazio all’ottimo Mihajlovic”.

Raiola, in ogni caso, si augura che Conte lasci davvero l’azzurro: “Uno serio come Antonio non può stare con un presidente scarso come Tavecchio. Sono convinto che Balotelli lo convincerà a portarlo in Francia, Perché Mario è il più forte attaccante italiano. Bearzot nell’82 chiamò Paolo Rossi nonostante l’inattività e abbiamo vinto il Mondiale”.

Il noto procuratore spiega così la sua amicizia con Galliani: “Gli ho portato Ibra e Van Bommel a prezzi fuori mercato, uomini decisivi dell’ultimo scudetto.  E’ strano che un dirigente così vincente oggi sia così bistrattato. Il nostro feeling è servito anche per Donnarumma, ora in Europa lo chiedono tutti i club più importanti (qui la notizia della cessione al Manchester City). E poi non capisco, dicono che siamo troppo legati, ma Pogba non gioca nella Juve? Il nostro è un rapporto onesto e indipendente”.

Difficile invece, se non impossibile, rivedere Ibrahimovic in Italia: “Andare a scadenza col PSG è una sua decisione, per la prima volta in carriera vuole prendersi tutto il tempo per decidere e valutare. I progetti sono tanti. Pensare di rivederlo in Italia è fantacalcio”.

Raiola poi fa le carte al campionato: “Vincerà la Juventus, che è la più forte. Sul mercato spenderà più De Laurentiis, di Thohir non ho capito il progetto, a patto che esista. Forse è solo quello di portare l’Inter in Borsa, rientrare di quanto investito e andarsene. Anzi, forse l’unico progetto di Thohir è Mancini”.

Infine ecco le operazioni rimaste nel cuore da procuratore: “Indimenticabile quella con il mio amico Corioni per portare Sabau al Brescia. Lui mi mise in questa camera con i coperchi da water bianchi, verdi, rossi con i cuoricini: era il materiale che produceva la sua azienda. Il presidente entrava e usciva dalla stanza. A un certo punto mi disse: ma sei ancora qua? E io gli risposi: me ne vado solo quando mi dai quanto ti chiedo.

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