Milan: Ecco Come Cambia Con Brocchi in Panchina

Di sangue rossonero, imbattuto nel 2016 con la Primavera del Milan, cultore di un calcio offensivo e propositivo: ecco perchè Berlusconi ha scelto Brocchi.

brocchi milan panchina

Il Milan ai milanisti. Silvio Berlusconi ha scelto di tornare a seguire i suoi personalissimi principi di selezione naturale per l’ennesimo cambio sulla panchina del Diavolo (il quarto da gennaio del 2013). Da un tecnico straniero senza alcuna traccia di rossonero nelle vene come Sinisa Mihajlovic ad un giovane italiano con il DNA milanista certificato: Cristian Brocchi.

L’identikit sposa perfettamente i gusti presidenziali: cresciuto a Milanello, un passato vincente da giocatore in rossonero, un presente da brillante insegnante di un calcio offensivo e propositivo. Non a caso Berlusconi avrebbe voluto Brocchi già per il dopo-Inzaghi, prima di lasciarsi convincere da Galliani ad optare per il sergente Mihajlovic.

L’avvicendamento tra i due nella testa del presidente era già chiaro e stabilito da tempo, ma la serie di risultati negativi del Milan, unita al progressivo deteriorarsi dei rapporti tra l’ex premier e il tecnico serbo, ha spinto ad anticipare a sorpresa in questo delicatissimo finale di stagione per i rossoneri, ancora a caccia di un posto in Europa per il prossimo anno e con una finale di Coppa Italia, per giunta da giocare senza i favori del pronostico, che si prefigura al tempo stesso come punto di partenza per un nuovo progetto, in caso di vittoria, o come punto di non ritorno, qualora dovesse trionfare la Juventus.

Nei prossimi 40 giorni Brocchi si troverà a percorrere una strada che lo porterà già al bivio della sua carriera, con un Milan da salvare e da conquistare nelle sette gare che lo attendono (6 di campionato più la finale di Roma), degli ‘Hunger Games’ per guadagnarsi non solo la riconferma per la prossima stagione ma anche un futuro ad alti livelli. La scelta della società di lasciare invariate le condizioni contrattuali con il tecnico, il cui accordo con i rossoneri scadrà a giugno, testimonia come di fatto Brocchi, dopo un percorso di studi lineare, sia atteso ora alla prova di laurea.

Dopo il flop Inzaghi Berlusconi ci riprova, spinto anche dall’innata tendenza, dimostrata non solo in ambito calcistico, a voler essere illuminato scopritore e precursore. Come già Pippo prima di lui anche Cristian si è fatto le ossa nel settore giovanile rossonero, cominciando nell’estate 2013 dagli Allievi I e II divisione, con la florida nidiata dei 1998, gruppo che poi il giovane tecnico lombardo ha guidato anche con la Primavera, dopo aver raccolto il testimone proprio da Inzaghi. Donnarumma è il nome sulla bocca di tutti, ma tra i ‘fedelissimi’ di Brocchi troviamo anche i vari Llamas, Cutrone, Zanellato e Hadziosmanovic (con lui sin dagli Allievi), fino ad arrivare a Gamarra, De Santis e Crociata: tutti ragazzi cresciuti sotto la guida del giovane tecnico lombardo, scelto da Berlusconi anche per favorire l’innesto in prima squadra dei migliori prodotti del vivaio rossonero.

In quest’ottica è praticamente certo l’esordio, da qui alle prossime gare, di Manuel Locatelli, anche lui classe 1998, che Brocchi ha avuto a disposizione nel biennio con la Primavera  (nel 2013 era negli Allievi Nazionali di Danesi), in cui ha potuto apprezzare non solo le evidenti doti tecniche del centrocampista lariano ma anche la sua duttilità, che lo rende perfettamente adatto ai due moduli di riferimento usati da Cristian in questi anni: il 4-3-3 e il 4-3-1-2.

Gioco palla a terra a partire dai centrali, terzini pronti a spingere, un regista davanti alla difesa e tanto movimento in attacco, con il modulo a tre punte accantonato negli ultimi tempi per far spazio al trequartista, ruolo ricoperto nella Primavera dall’eclettico Crociata, talento siciliano che per caratteristiche può ricordare Bonaventura. Lecito pensare dunque ad un ‘Jack’ versione ‘numero 10’ con Brocchi, ad un Montolivo nuovamente play basso davanti alla difesa, un Romagnoli maggiormente sollecitato in fase di impostazione e la possibilità di vedere Locatelli da mezzala nei tre di centrocampo (in concorrenza con Bertolacci).

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